Open post

Italiani e salute: un equilibrio difficile da raggiungere

Per quasi un italiano su due (48%), la salute rappresenta un complesso equilibrio da raggiungere, che include non solo il benessere fisico, ma anche quello mentale. Oggi, più della metà della popolazione (52%) si dichiara soddisfatta del proprio stato di salute, sia fisico sia psicologico, dimostrando grande attenzione alla prevenzione.

Questo è il quadro emerso dalla IV edizione dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030”, realizzato da Groupama Assicurazioni in collaborazione con l’istituto di ricerca BVA Doxa.

Prevenzione e attività fisica

Secondo il report, il 66% degli intervistati effettua periodicamente analisi del sangue e delle urine; il 47% segue percorsi di screening e il 44% pratica regolare attività fisica. Tuttavia, solo il 16% considera il medico di base come unico riferimento per la salute, mentre il 36% lo vede come una figura centrale ma non esclusiva. Infatti, quasi 9 italiani su 10 (88%) dichiarano di aver consultato anche medici specialistici negli ultimi anni, tra cui fisioterapisti (34%), nutrizionisti (27%) e psicologi (21%).

Fiducia nel sistema sanitario nazionale

La fiducia nel sistema sanitario nazionale è alta, ma si avverte la mancanza di alcuni servizi necessari. Il 60% desidera un maggiore accesso alle prestazioni sanitarie digitali, il 38% richiede migliori servizi di assistenza nelle scuole e il 35% vorrebbe uno psicologo di base accanto al medico di famiglia.

La survey, condotta ad aprile 2024 su un campione di 1.000 persone, ha analizzato l’approccio degli italiani alla salute e al benessere, evidenziando le principali paure e aspettative per il futuro.

Timori e assicurazioni 

Guardando al futuro, il 42% degli italiani teme un peggioramento delle proprie condizioni fisiche senza poter accedere alle cure necessarie. Questo timore spinge il 59% degli intervistati a sottoscrivere o considerare un’assicurazione sanitaria. Secondo Pierre Cordier, amministratore delegato di Groupama Assicurazioni, negli ultimi anni è emersa l’importanza di un equilibrio tra benessere fisico e psicologico, con nuove figure professionali come nutrizionisti e psicoterapeuti che diventano essenziali.

Le professioni del futuro

Nel prossimo decennio, i tele-chirurghi e i personal wellness trainer saranno tra le figure più importanti in ambito sanitario. Secondo il 64% degli italiani, un sistema alimentare più sano è fondamentale per mantenere una buona salute, mentre il 63% riconosce l’importanza dell’attività fisica regolare.

Tuttavia, persistono paure legate al peggioramento delle condizioni fisiche e alla difficoltà di accesso alle cure, rendendo le assicurazioni sanitarie sempre più cruciali.

Soluzioni ad personam

Per rispondere a questi bisogni emergenti, le compagnie assicurative come Groupama Assicurazioni hanno sviluppato prodotti ad hoc. Come quello modulare “Groupama Benessere InSalute”, che facilita l’accesso alle prestazioni sanitarie, evita lunghe liste d’attesa e integra nuovi servizi di supporto come psicologi e osteopati. Questo approccio inclusivo mira a garantire protezione e benessere a 360 gradi, con soluzioni personalizzate per ogni individuo.

Open post

Italiani fan dell’aperitivo: cosa piace di questo rito?

Gli italiani non perdono occasione per concedersi un aperitivo almeno una volta a settimana. Ben il 48% dei nostri connazionali dichiara di uscire di casa per il rito dell’aperitivo, una percentuale in aumento di 3 punti rispetto allo scorso anno. Gli italiani sono, dunque, un popolo di Aperitivo Lovers. Specificamente, 1 consumatore su due (43%) ha l’abitudine di concedersi un aperitivo almeno una volta a settimana, mentre il 98% lo fa almeno una volta al mese.

Chi sono i protagonisti dell’happy hour?

Le giovani generazioni, Millennials e Gen Z, nella fascia tra i 25 e i 34 anni, sono quelle che escono più frequentemente per l’aperitivo, soprattutto se residenti nei centri urbani. Federico Gordini, Founder di MWW Group e ideatore del World Aperitivo Day, sottolinea che l’aperitivo non è solo un fenomeno di costume, ma una vera e propria occasione di mercato che genera un indotto importante per l’economia italiana. Questo rito contribuisce significativamente non solo al settore della ristorazione e dell’ospitalità, ma anche all’industria agroalimentare e turistica.

Un fenomeno globale

Dai dati emerge che l’aperitivo è sinonimo di piacere, condivisione, e divertimento. È un momento irrinunciabile per gli italiani, adottato e replicato anche all’estero, tanto da diventare un fenomeno globale. Eventi come Aperitivo Festival e World Aperitivo Day® sono traguardi importanti che promuovono la cultura e le eccellenze enogastronomiche italiane, valorizzando il marchio Made in Italy nel mondo. Questo è quanto emerso dalla ricerca di CGA by NIQ per il settore dei consumi On Premise, presentata durante l’incontro inaugurale di Aperitivo Festival 2024.

Un “investimento” da 120 euro al mese 

La spesa media mensile per l’aperitivo supera i 120 euro, un investimento per vivere un rito tutto italiano che unisce il meglio del food e del beverage, sempre più apprezzato nel mondo. Sul podio delle bevande più gettonate, 1 italiano su 2 (48%) opta per l’aperitivo classico, seguito dalle bollicine (32%) e dai cocktail (26%). I cocktail sono sempre più apprezzati da Gen Z e Millennials, che stanno riscoprendo drink iconici come il Gin&Tonic, tra i più gettonati della categoria.

Cosa determina la scelta?

Le scelte di consumo durante l’aperitivo sono influenzate dal prezzo (44%), dai consigli dei professionisti di sala (31%) e dalle preferenze degli amici (24%). È emersa anche una crescente attenzione dei più giovani a un consumo consapevole: 1 su 10 sceglie una bevanda analcolica o poco alcolica, un trend supportato da un’offerta di prodotti sempre più ampia.

Il mix drink e food

Durante l’aperitivo, 1 italiano su 3 (33%) dichiara di avere un appetizer preferito, come i classici stuzzichini misti, pizzette e patatine. Questo aspetto dell’esperienza food è avvertito soprattutto dagli appassionati di vino. L’analisi di TradeLab per Federvini ha mostrato un aumento del consumo di vino e bollicine rispetto al 2022, con un incremento dell’1% per il vino e del 7% per gli spumanti. Nel 2023, vino e bollicine hanno raggiunto 147 milioni di consumazioni durante l’aperitivo serale, apprezzati in particolar modo dai baby boomers e dalla Gen X.

Open post

Riforma del Catasto 2024: cosa cambia per IMU e ISEE

Obiettivo principale, migliorare l’accuratezza dei dati catastali degli immobili e adeguare la tassazione in base ai valori di mercato attuali: la tanto attesa riforma del Catasto, annunciata per il 2024, porta con sé una serie di conseguenze significative per i proprietari di immobili. Con particolare riguardo all’IMU e all’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
Secondo le previsioni degli esperti, l’aumento medio dell’IMU potrebbe essere significativo, pari a un incremento medio di circa 1150 euro.

Questo porterebbe la media dell’IMU da 896 a 2.046 euro. Si tratta di un aumento dovuto principalmente all’incremento del valore catastale della prima casa, che si stima possa aumentare di circa 75.000 euro.

Un impatto significativo sui bilanci delle famiglie

L’aumento del valore catastale delle proprietà avrà sicuramente delle ricadute sull’ISEE, e di conseguenza limiterà, per molte famiglie, la possibilità di accesso a bonus e agevolazioni.
È importante sottolineare che gli effetti di questa riforma dipenderanno da vari fattori, tra cui le caratteristiche specifiche dell’immobile e le dinamiche del mercato immobiliare locale.

Tuttavia, è evidente che la riforma del catasto avrà un impatto significativo sui bilanci delle famiglie, e potrebbe richiedere un adeguamento delle politiche fiscali e sociali per mitigare le conseguenze negative per i ceti più vulnerabili.

La rendita media salirà del 128%

L’aumento delle rendite catastali potrebbe variare non solo da città a città, ma anche da Comune a Comune. Se si parla della media nazionale, infatti, l’aumento della rendita sarà del 128%. Appare evidente, però, che le impennate degli aumenti delle rendite catastali che si registreranno nelle città nevralgiche come Roma (+183%) e Milano (+123%) non sono assolutamente paragonabili con quelle che si verificheranno in piccoli Comuni montani.
Le differenze, quindi, si avranno in base alla Regione, ma saranno influenzate anche da dinamiche del mercato immobiliare e dalle decisioni degli enti locali.

Del resto, la riforma del Catasto è un cambiamento necessario, dato che l’ultima revisione risale a circa 30 anni fa.
I dati catastali, di fatto non solo in linea con quelli del mercato immobiliare e quanto si annuncia, ormai, da diversi anni, è un obiettivo primario di ogni governo che si è succeduto nell’ultimo periodo.
Ora la riforma sembra essere alle porte e anche se il 2024 non sarà l’anno buono, molto probabilmente il cambiamento, annunciato, ci sarà nei prossimi anni, riporta Money.it.

Come consultare i documenti catastali

La consultazione dei documenti catastali può essere effettuata comodamente online. Grazie alle moderne tecnologie, è possibile accedere alle banche dati catastali tramite piattaforme web dedicate. Questo permette ai cittadini di ottenere informazioni aggiornate e precise sulle proprietà immobiliari senza doversi recare fisicamente presso gli uffici. Attraverso procedure telematiche intuitive e sicure, è possibile richiedere visure catastali, mappe e altre informazioni pertinenti al Catasto in modo rapido ed efficiente, garantendo una maggiore accessibilità e comodità per tutti i cittadini.

Open post

Matrimoni: cresce il numero di italiani che chiede prestiti per il “sì”

Se negli anni ‘80 tra abiti, partecipazioni, fiori e cerimonia per sposarsi erano sufficienti poco più di 7.000 euro, negli ultimi due anni gli sposi in media hanno messo a budget quasi il doppio. E tra chi non si è sposato il 21% ha rinunciato per ragioni di natura economica.

Ma c’è anche chi non bada a spese, e nello stesso arco temporale la quota di chi ha pagato tra 20.000 e 50.000 euro è passata dal 3% al 21%. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, in media per sposarsi gli italiani hanno speso 13.721 euro.
Un costo non indifferente, tanto che più di 7 coppie su 10 hanno dovuto chiedere un aiuto. I genitori restano la prima opzione, ma cresce il numero degli sposi che opta per un prestito personale.

Aumenta l’età media degli sposi

Negli anni ’80 e ’90 chiedere un prestito per pagare le spese legate a matrimoni o cerimonie era una pratica quasi del tutto assente, ma negli ultimi due anni la percentuale degli sposi che ha chiesto un prestito è arrivata al 10%.
Chi ha fatto domanda di finanziamento ha puntato a ottenere, in media, poco più di 9.000 euro, con piano di ammortamento di 5 anni. Da notare anche l’aumento dell’età media dei richiedenti, passata da 39 a 41 anni.
Quanto all’andamento territoriale delle domande di prestito, le regioni dove il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è maggiore sono Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

Differenze territoriali e generazionali

Il budget necessario per la cerimonia è più alto nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, dove, in media, si spende tra il 14% e il 17% in più rispetto al Nord, anche in funzione del numero degli invitati. Se al Nord i partecipanti al matrimonio sono in generale meno di 80, al Sud e nelle Isole arrivano a 110, e addirittura nel 10% dei casi tra 200 e 300.
Insieme al numero di invitati, rimasto sostanzialmente stabile nel corso del tempo, resiste al passare delle generazioni l’usanza di sposarsi nella regione di origine di almeno uno dei due sposi. Solo il 4% delle coppie ha scelto di celebrare il matrimonio fuori da questi confini.

Non si rinuncia alla Luna di miele

A cambiare su base territoriale e generazionale, invece, sono i regali. La busta con i ‘contanti’ è da 40 anni il regalo più comune (50%), mentre cala significativamente la percentuale di chi regala un oggetto fisico (47% anni ’80, 23% oggi).

La lista nozze, invece, continua a essere utilizzata, seppur meno rispetto al passato (48% quarant’anni fa, 36% oggi), mentre è cresciuto notevolmente l’uso del bonifico come contributo al viaggio di nozze (6% inizio 2000, oggi 26%)
Al viaggio di nozze, in effetti, non si rinuncia, tanto che 8 coppie su 10 lo fanno, anche se ormai più di una coppia su quattro sceglie di partire lontano dalla cerimonia.

Open post

La Gen Z sceglie uno stile di vita più sostenibile

Le nuove generazioni si dimostrano molto più attente alla tutela dell’ambiente rispetto a chi le ha precedute. E i comportamenti sostenibili sono sempre più diffusi nella fascia di età fra gli 11 e i 25 anni. Lo rivela Skuola.net che, in occasione dell’Earth Day 2024, ha presentato i risultati più significativi emersi dalle sue recenti indagini.

Azioni concrete, non solo parole

La Generazione Z non si limita a parole, ma si impegna con azioni concrete, grandi e piccole, per prendersi cura dell’ambiente. Ad esempio, circa il 90% presta attenzione per evitare lo spreco di acqua e risorse energetiche, mentre più dell’80% cerca di limitare l’uso di plastica e di ridurre l’impatto ambientale delle proprie azioni. Inoltre, molti si rivolgono al mercato dell’usato per evitare di sostenere produzioni inquinanti.

Acqua ed energia: la maggioranza degli studenti riduce gli sprechi

Cominciamo con una delle questioni più urgenti: la scarsità di risorse idriche. I giovani rispondono attivamente a questa sfida: la metà di loro fa del proprio meglio per consumare meno acqua possibile durante la doccia, lo spazzolamento dei denti, e così via. Un altro 38% è attento all’uso responsabile dell’acqua. Solo il 13% spreca acqua senza considerare le conseguenze. Lo stesso impegno si nota riguardo all’elettricità proveniente da fonti non rinnovabili. Quasi due terzi della Generazione Z fa sempre attenzione a spegnere luci e interruttori quando non servono, mentre il 26% si impegna in questo senso. Solo il 10% non fa nulla per ridurre gli sprechi energetici.

Lotta contro la plastica: un terzo ha eliminato gli oggetti in questo materiale 

La tutela dell’ambiente include anche la riduzione dell’inquinamento causato dalla plastica. Circa un terzo dei giovani dichiara di aver eliminato, per quanto possibile, gli oggetti in plastica dalla propria vita, come bottiglie, piatti, bicchieri e posate. Il 50% sta cercando di farlo, anche se ammette le difficoltà. Solo il 9% continua ad utilizzare la plastica senza preoccuparsi delle conseguenze.

Il 54% evita di utilizzare riscaldamento e aria condizionata quando non è necessario

La Generazione Z preferisce ridurre l’uso di riscaldamento e aria condizionata per limitare le emissioni di gas serra. Il 54% gestisce in modo oculato il riscaldamento e il condizionamento dell’aria, utilizzandoli solo quando necessario, mentre il 31% lo fa occasionalmente. Solo il 15% privilegia il proprio comfort rispetto alla tutela ambientale.

“Second hand”: quattro giovani su dieci preferiscono abiti usati

Molte piccole azioni possono fare la differenza nell’ambiente, come l’acquisto di abiti usati anziché nuovi. Per questo motivo, il 40% dei giovani preferisce esplorare mercatini fisici e online prima di acquistare capi nuovi, con il 15% che lo fa sempre e il 24% spesso. Anche nell’ambito della tecnologia, la Generazione Z si orienta verso soluzioni più sostenibili, come l’acquisto di dispositivi ricondizionati. Quasi il 90% dei giovani accoglie positivamente questa pratica: il 28% lo considera come la prima scelta quando deve cambiare telefono, mentre il 18% lo ha già fatto almeno una volta. Il 43% non ha ancora optato per questa soluzione, ma non esclude di farlo in futuro.

Open post

Customer Satisfaction e benessere dei dipendenti: le Scienze Comportamentali al servizio delle aziende

Se l’Employer eXperience (EX) brilla si riflette in una Customer Experience di successo, creando un circolo virtuoso. Questo è il risultato di dipendenti che si sentono valorizzati, coinvolti e parte di un progetto più ampio.
L’esperienza del cliente inizia nel momento in cui i dipendenti entrano in contatto con i consumatori, fornendo informazioni e servizi. 

Quando un’esperienza diventa memorabile da parte del cliente, emerge chiaramente il ruolo fondamentale del dipendente, che ha risolto un problema o superato le aspettative.
In questo contesto, l’utilizzo dei principi delle Scienze Comportamentali risulta fondamentale per favorire il coinvolgimento, la partecipazione e l’adozione di nuovi valori da parte delle imprese nei confronto dei loro dipendenti.

Le quattro dimensioni chiave che legano felicità e produttività

È quanto emerge dal workshop ‘Leadership, Strategia, Mindset e Trasformazione della CX’ organizzato da TEHA -The European House of Ambrosetti a cui hanno partecipato BVA Doxa e BVA Nudge Consulting.

Ma quali sono le dimensioni chiave che legano felicità e produttività del dipendente e che ogni organizzazione deve curare per raggiungere i propri obbiettivi? Secondo Ted Utoft, ceo UK e chief growth officer Global, sono quattro: realizzazione personale dei dipendenti come trama fondamentale, appartenenza e spirito di squadra, equità, e scopo. Quando i dipendenti si allineano a questo nobile fine, la loro passione diventa il fuoco che illumina l’intera esperienza cliente.

Garantire sicurezza fisica, economica e psicologica al lavoro

Solo coltivando con cura questi quattro aspetti, le organizzazioni possono aspirare a un futuro in cui la soddisfazione divenga una metrica tanto interna quanto esterna, e dove la storia di ogni dipendente si intrecci a quella di ogni cliente pienamente appagato.

Infatti, l’autorealizzazione attraverso il lavoro implica che competenza, autonomia e riconoscimento non sono solo aspirazioni, ma realtà quotidiane. Quindi, fiducia, rispetto e solidarietà diventano i fili colorati che uniscono i singoli dipendenti in una trama collettiva, dove a ogni dipendente viene garantita una sicurezza fisica, economica e psicologica.

Realizzare il percorso verso l’eccellenza

Il successo di questo tipo di approccio è dimostrato dai casi di Saks e Patagonia. Sacks ha trasformato il suo ambiente lavorativo valorizzando gli sforzi dei dipendenti, e registrando un netto aumento dell’engagement dei clienti. Patagonia, con la sua missione ambientale, non solo ha attratto consumatori con valori simili, ma ha anche creato un’ambiente lavorativo dove i dipendenti sono fieri e motivati, stimolando la crescita e l’innovazione.

Il percorso verso l’eccellenza si realizza infatti quando aziende di ogni settore riescono a costruire una cultura che celebra l’EX, trasformando la loro forza lavoro in ambasciatori del marchio entusiasti e sostenitori dell’eccellenza nel customer care.
In questo viaggio è la Scienza Comportamentale a scrivere un modello in cui il benessere dei dipendenti e la soddisfazione dei clienti si fondono in un legame di successo condiviso, senza alcuna separazione.

Open post

Prestiti: in Lombardia chiesti in media 6.565 euro per cure mediche

In Lombardia, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023 le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,6% del totale dei finanziamenti richiesti nella regione. E chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.565 euro.

I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono infatti i cittadini a rivolgersi alla sanità privata. Ma per sostenere questi costi, sono tanti coloro che sono appunto costretti a chiedere un prestito.

“Curarsi è diventato sempre più oneroso, e ricorrere al credito al consumo può essere una strategia”

“Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata – ha spiegato Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it -. Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi”.
Come detto, chi in Lombardia lo scorso anno ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.565 euro, una cifra da restituire in poco più di 51 mesi.

L’identikit del richiedente lombardo

Se si guarda al profilo dei richiedenti lombardi si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 46 anni.

Si tratta di un valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale nella stessa regione, che secondo l’analisi di Facile-it, è pari a 41 anni.
Andando più nello specifico, quasi una domanda su 4, il 24,8%, arriva da richiedenti lombardi con età compresa tra 45 e 54 anni, seguiti da coloro che hanno un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (20,4%).
Al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra 25 e 34 anni (19,3%).

Sono più le donne a presentare richiesta di un “finanziamento sanitario”

Un altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti. Nel 44,4% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale nettamente più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Lombardia, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 29,4%.

Dall’analisi emerge anche come, sempre nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente. Nel 2022 il TAEG medio riservato ai lombardi che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,3%, valore salito al 10,6% nel 2023, in aumento del 14%.

Open post

LinkedIn, obiettivo engagement: arrivano i videogame?

LinkedIn, il social media di proprietà di Microsoft, si appresta a entrare nel mondo del gaming online. Con oltre un miliardo di utenti attivi, è la più grande rete professionale al mondo su Internet. Il prossimo passo, secondo gli insider, sarebbe quello di coinvolgere ulteriormente i membri attraverso l’esperienza di gioco. La notizia è stata confermata dalla testata TechCrunch, che ha pubblicato una dichiarazione di un portavoce dell’azienda: “Stiamo introducendo giochi basati su puzzle all’interno dell’esperienza LinkedIn per sbloccare un po’ di divertimento, approfondire le relazioni e, si spera, suscitare opportunità di conversazioni. . . Resta sintonizzato per saperne di più!”.

Tre titoli in stile puzzle

Il successo dei giochi in stile puzzle, come il famoso Wordle, ha ispirato LinkedIn a sviluppare tre titoli iniziali: “Queens”, “Inference” e “Crossclimb”. Ovviamente i nomi potranno cambiare rispetto ai primi annunci, ma sicuramente si tratterà di attività che combinano il divertimento di risolvere un rompicapo con la sana competizione tra colleghi e aziende. Infatti una delle idee più originali di LinkedIn, ancora in fase di valutazione, è quella di creare delle “classifiche aziendali”, organizzando i punteggi dei giocatori in base al luogo di lavoro. Questa funzionalità potrebbe incentivare le sfide tra imprese e potenziare il senso di appartenenza all’azienda, incoraggiando i dipendenti a partecipare attivamente ai giochi proposti.

Più relazioni fra gli utenti

Secondo un portavoce di LinkedIn, l’obiettivo dei giochi basati su puzzle è creare momenti di divertimento, approfondire le relazioni e stimolare conversazioni all’interno della piattaforma. Microsoft, proprietaria di LinkedIn, è un colosso nel settore dei videogiochi, con fatturati record che provengono da Xbox, Activision Blizzard e ZeniMax. Anche se non è chiaro il coinvolgimento diretto di Microsoft nel progetto di gaming di LinkedIn, è molto probabile una collaborazione tra le due realtà. E, ovviamente, il potenziale di successo sarebbe altissimo.

Gaming tipo app

I giochi casual basati su puzzle continuano a dominare le classifiche delle app più popolari, sia in termini di ricavi sia di coinvolgimento degli utenti. Ora anche LinkedIn si prepara a sfruttare questa tendenza. Negli anni, LinkedIn ha sperimentato diverse funzionalità per aumentare l’engagement degli utenti, adottando strumenti sempre più sofisticati per conquistare il suo pubblico. L’introduzione dei giochi online rappresenta un nuovo capitolo in questa strategia di crescita. Resta da vedere come gli utenti accoglieranno questa novità.

Open post

RC auto, sempre più cara. Perchè?

A gennaio 2024, il prezzo medio dell’assicurazione per la Responsabilità Civile auto (la cosiddetta RC) è stato di 389 euro. Si tratta di un aumento del 7,5% su base annua in termini nominali e del 6,7% in termini reali, anche se si registra una lieve decelerazione rispetto al +7,9% di dicembre. Questi dati sono stati resi noti dall’Ivass, l’autorità di vigilanza assicurativa. Anche se le cifre sembrano altissime, l’Ivass sottolinea che i prezzi medi attuali rimangono inferiori rispetto al periodo pre-pandemico, quando a gennaio 2019 si attestavano a 406 euro.

Incrementi di prezzi diversi a seconda delle province

Analizzando le province, si osserva che gli incrementi di prezzo variano tra il +3,3% a Catanzaro e il +10,0% ad Alessandria. Il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 250 euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Per gli assicurati appartenenti a classi di merito superiori alla prima, riferisce Adnkronos, l’incremento di prezzo è del 10,4%.

Una stangata da 877 milioni di euro

In risposta ai dati forniti dall’Ivass, il Codcons sottolinea che l’aumento delle tariffe Rc Auto rappresenta una maxi-stangata di circa 877 milioni di euro annui a carico degli automobilisti italiani. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, afferma che gli aumenti delle tariffe siano ingiustificati, poiché non sono in linea con un analogo aumento dell’incidentalità in Italia. Rienzi esorta il governo a intervenire per limitare il potere delle compagnie assicurative e frenare l’escalation delle tariffe.

Le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori

Anche Assoutenti esprime preoccupazione per i rincari dell’Rc auto a gennaio, sottolineando un aumento della spesa di +27 euro a polizza rispetto alle tariffe medie dello stesso periodo del 2023. “Napoli – analizza l’associazione – si conferma la città con le polizze più pesanti, con un a tariffa media di 560 euro, seguita da Prato (553,7 euro) e Caserta (500 euro). Dal lato opposto della classifica Enna è la città con la Rc auto più economica (287 euro), seguita da Oristano (297 euro) e Potenza (299 euro). Gli incrementi annui più pesanti si registrano ad Alessandria, Biella, Lecco e Vercelli, che vedono a gennaio le tariffe salire del 10%, mentre a Catanzaro le polizze salgono solo del +3,3%”. 

Furio Truzzi, presidente onorario di Assoutenti, denuncia incrementi immotivati che non rispondono a un aumento dei costi per le compagnie assicurative o dell’incidentalità, ma sono causati da anomalie nel settore assicurativo. L’associazione sottolinea la necessità di una radicale riforma nel settore assicurativo per introdurre maggiore concorrenza e tutela per gli assicurati.

Open post

Scuola: 55,63% di iscrizioni per i licei, ma crescono istituti tecnici e professionali

Il 10 febbraio si sono chiuse le iscrizioni online all’anno scolastico 2024/2025 sulla piattaforma online Unica (unica.istruzione.gov.it). E secondo i dati rilevati sono ancora i licei a essere preferiti da oltre la metà delle studentesse e degli studenti italiani che devono effettuare la scelta della scuola secondaria di II grado.

Con il 55,63% di domande sul totale delle iscrizioni, il liceo continua infatti a essere considerato la prima scelta per gli studenti italiani.
Gli istituti tecnici e i professionali mostrano però un trend in crescita. I primi rilevano il 31,66% delle iscrizioni (contro il 30,9% dello scorso anno) e i secondi il 12,72% (contro il 12,1 % dello scorso anno).

Due novità: l’istituto professionale 4+2 e il liceo del Made in Italy

Quest’anno per il mondo della scuola sono due le novità. La prima è l’avvio della sperimentazione della filiera tecnico professionale “4+2”, che ha raggiunto 1.669 iscrizioni, e la seconda riguarda i nuovi licei del “Made in Italy”, le cui iscrizioni sono 375.

“La filiera del 4+2 ha registrato un interesse significativo da parte delle famiglie, si tratta di un risultato importante e non scontato – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara -. Gli studenti da settembre potranno contare su un percorso e su programmi fortemente innovativi e su una maggiore sinergia con il mondo produttivo”.

È importante ampliare l’offerta formativa per gli studenti italiani

“Il Made in Italy è la nuova offerta formativa messa in campo dai licei che avevano già attivo l’indirizzo Scienze Umane con opzione Economico-sociale, pensata per una formazione tesa a valorizzare le eccellenze italiane riconosciute a livello internazionale – ha aggiunto il ministro -. Una opzione che dal prossimo anno potrà rafforzarsi nell’alveo dei licei più tradizionali. È importante – ha proseguito Valditara – avere ampliato l’offerta formativa a disposizione degli studenti italiani venendo incontro alle esigenze e alle nuove sfide del mondo del lavoro. È la strada giusta per una scuola di successo per i nostri ragazzi”.

La nuova piattaforma Unica semplifica e velocizza le procedure

Quest’anno, inoltre, le famiglie hanno mostrato un notevole apprezzamento per la nuova piattaforma Unica, per semplicità e velocità delle procedure anche da dispositivo mobile. Il 92% circa degli utenti ha infatti affermato di ritenere efficiente il funzionamento del servizio offerto, mentre il 93% degli stessi ha gradito la semplicità di utilizzo del servizio.

Posts navigation

1 2 3 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
Scroll to top