Come previsto dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208 (Tusma), l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha accertato il valore economico complessivo del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) per l’anno 2022. Tale valore è stato stimato in 19,4 miliardi di euro, pari all’1% del PIL.
Quanto alla distribuzione delle fonti di ricavi che compongo il valore complessivo del SIC, per l’anno 2022 emerge il primato della pubblicità online. Con 6,3 miliardi nel 2022, pari al 32,6% del SIC, la pubblicità online evidenzia una crescita che prosegue a ritmi sostenuti (+55% in due anni), mostrando un divario sempre più pronunciato rispetto alle risorse pubblicitarie sui mezzi tradizionali. Che rispetto all’anno precedente rimangono costanti, per un valore di 4,98 miliardi, il 29,6% del SIC.
Aumentano i ricavi delle offerte televisive a pagamento su Internet
I ricavi derivanti dai fondi pubblici incidono per il 12,2% sul valore del SIC, mentre quelli riferibili alla vendita diretta di prodotti e servizi incidono per il 29,4%.
L’aumento consistente dei ricavi delle offerte televisive a pagamento su Internet si contrappone alla dinamica negativa sia dei ricavi generati dagli abbonamenti alla pay tv satellitare sia degli introiti ottenuti dalla vendita di copie di quotidiani.
Nel 2022 nessuno operatore ha realizzato ricavi superiori al 20% del SIC
Ai fini della trasparenza e della conoscibilità del mercato, sulla base delle informazioni raccolte, e tenuto conto della dimensione complessiva e degli assetti nel SIC, nel provvedimento l’Autorità ha determinato la distribuzione delle quote dei soggetti che operano in esso.
Il provvedimento mette quindi in luce le quote relative dei soggetti che nel 2022 detenevano una quota almeno pari all’1% dei ricavi complessivi del SIC.
Dall’analisi dell’Autorità, con riguardo alle ipotesi che a norma dell’articolo 51 del Tusma costituiscono indici sintomatici di posizioni di mercato potenzialmente lesive del pluralismo, emerge come nel 2022 nessuno degli operatori realizzi ricavi superiori alla soglia del 20%.
Al contempo, si rileva come le quote dei primi due operatori si attestino su valori superiori al 10%, e quelle del terzo e quarto operatore superino l’8%.
RAI e Alphabet/Google ai primi due posti
I soggetti che detengono quote almeno pari all’1% sono dodici e con 13,3 miliardi di euro rappresentano congiuntamente il 69% del SIC. Il restante 31% delle risorse complessive è invece caratterizzato dalla presenza di una platea di soggetti piuttosto ampia, con quote pari o inferiori all’1%.
In tale contesto, la RAI si colloca in prima posizione, con un’incidenza dei propri ricavi sul SIC del 13,1%, mentre Alphabet/Google, con un peso del 11,3% sulle risorse complessive, raggiunge il secondo posto.
Seguono il gruppo Comscast/Sky e il Gruppo Fininvest, con quote di poco inferiori al 10%.