Silenzio digitale a tavola: lo smartphone non è invitato al ristorante

Il 22 febbraio di ogni anno cade lo Sconnessi Day, una sorta di promemoria collettivo che ci ricorda quanto faccia bene, ogni tanto, lasciare lo smartphone a riposo. Proprio attorno a questa ricorrenza prende forma una collaborazione interessante tra TheFork e Tablo, due realtà unite da un’idea precisa: usare la tecnologia per far incontrare le persone, non per distrarle mentre sono insieme.

Un piccolo cambiamento

La novità è semplice da spiegare: chi organizza una cena tramite Tablo può prenotare il ristorante senza uscire dall’app, grazie all’integrazione con la piattaforma di prenotazioni. Tutto più rapido, meno passaggi, meno complicazioni.

Ma la vera sostanza non sta nelle opzioni tech. Dentro Tablo è nato anche uno spazio tematico fisso, Sconnessi by TheFork, pensato per chi vuole vivere il pasto come un momento pieno, senza notifiche che vibrano sul tavolo o scroll automatici tra una portata e l’altra.

Oltre il 70% degli adulti usa lo smartphone al ristorante

Per capire quanto il telefono sia ormai parte della nostra vita, TheFork ha diffuso i risultati di un’indagine realizzata con YouGov alla fine del 2025. Ecco il dato che salta subito all’occhio: più del 70% degli italiani adulti usa lo smartphone al ristorante. Non per forza per distrarsi, anzi. Il 40% controlla messaggi e notifiche, il 38% guarda il menu digitale. Poi c’è la parte più legata all’esperienza: il 21% fotografa i piatti per ricordo personale, il 18% per condividerli.

Eppure non siamo così dipendenti come sembra. Tra chi scatta foto al cibo, la maggioranza lo fa solo ogni tanto. Solo poco più di un terzo dice di farlo spesso. Tradotto: la voglia di godersi il momento senza interruzioni esiste eccome.

Le famiglie sono più attente 

Il tema diventa ancora più delicato quando si parla di bambini. Sette italiani su dieci pensano che schermi e giochi digitali a tavola non siano proprio l’ideale per loro. L’opinione è ancora più diffusa tra i genitori, soprattutto quelli con figli già grandi. A pensarla diversamente è una netta minoranza.

Il senso dell’iniziativa, in fondo, lo riassume bene Marco Bardicchia: la tecnologia è utilissima per scegliere dove andare e prenotare, ma poi dovrebbe farsi da parte. Perché il bello di stare a tavola non è lo schermo acceso, ma stare insieme. E certe conversazioni, per fortuna, non hanno ancora bisogno di Wi-Fi.

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