Emerge dal 16° Rapporto GreenItaly, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne: la nostra capacità nell’avvio a riciclo dei rifiuti totali, sia urbani sia speciali, nel 2023ha raggiunto il 92,6%. Un tasso superiore alla media UE-27 (60%) e a quello delle altre grandi economie europee, come Francia (81,5%), Germania e Spagna (75,5%).
Insomma, nel recupero di materia l’Italia dà il meglio di sé.
Nel riciclo degli imballaggi l’Italia ha raggiunto la quota effettiva del 76,7% (2024). Il dato consolida la leadership europea, già confermata dal raggiungimento con 10 anni di anticipo dell’obiettivo europeo di riciclo complessivo per il 2030.
Le filiere più virtuose sono quelle della carta (92,4%), del vetro (80,3%) e dell’acciaio (86,4%).
Cresce il tasso di riciclo per la plastica bio e tradizionale
La filiera degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, con un tasso di riciclo del 57,8%, è insieme alla plastica tradizionale (50,8%) il settore con il più rapido tasso di crescita.
Inoltre, nel periodo 2019-2024, sono state 578.450 le imprese extra-agricole che hanno effettuato eco investimenti, pari al 38,7% del totale, ovvero, più di 1 impresa su 3. Inoltre, rispetto al 2023 nel 2024 i lavoratori green sono 3.298mila (+4,3%), con una quota sul totale degli occupati pari al 13,8%.
In Lombardia il 17,8% delle imprese eco-investitrici nazionali
Nell’intervallo 2019-2024 la Lombardia conserva il primato nella graduatoria regionale del numero di imprese eco-investitrici (102.730) nel settore dell’industria e dei servizi, pari al 17,8% del totale nazionale. Nelle prime cinque regioni per numero di imprese che hanno effettuato investimenti green si concentra il 53,1% delle imprese che hanno realizzato eco-investimenti. Oltre alla Lombardia, si confermano Veneto (54.970), Lazio (50.960), Campania (50.890) ed Emilia-Romagna (47.640).
Nella graduatoria provinciale continua il testa a testa tra le città metropolitane di Roma e Milano, rappresentative rispettivamente del mondo dei servizi e dell’industria.
Nell’ultima rilevazione la città metropolitana di Roma si riprende il primato, con 39.020 imprese eco-investitrici extra-agricole (erano 36.290 nel 2019-2023), seguita dalla città metropolitana di Milano, con 37.680 imprese green.
Transizione green come misura di competitività, produttività e capacità industriale
“La transizione green non è più soltanto una scelta etica o ambientale: è il nuovo spazio dove si misurano competitività, produttività e capacità industriale dei Paesi – commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete -. Oggi lo vediamo con chiarezza: le imprese che investono con oculatezza e concretezza in tecnologie net-zero, dall’efficienza energetica ai materiali circolari, dai sistemi fotovoltaici di nuova generazione all’idrogeno, non solo riducono le emissioni ma performano meglio. Le nostre analisi recenti mostrano che le aziende europee che detengono brevetti in tecnologie green strategiche registrano in media un livello di produttività più alto del 17%, rispetto alle altre imprese che hanno sempre brevetti ma non green”.